15 ottobre: Palermo vista dal Mare con Lisca bianca. Tour dalla Cala a Mondello, a bordo della storica barca a vela

La Barca a vela che fece il giro del mondo, riconsegnata al mare dopo l’impresa epica di quasi tre anni di restauro, inaugura un nuovo viaggio, alla scoperta della costa palermitana.  Due racconti che si uniscono sulla strada del mare:  un simbolo della marineria siciliana, e la storia dell’impresa collettiva del ‘restauro sociale’ che ha  riportato un’imbarcazione storica dopo 20 anni di abbandono al suo mare;  e di Panormos, tutto porto, che mostra,  lungo la sua costa nord, alcuni dei suoi gioielli e della sua storia.
A bordo dell’imbarcazione storica, veicolo della storia e delle tradizioni della nostra terra, partiremo dalla Cala, antico approdo della città fino ad arrivare a Mondello , incontrando le borgate marinare e le relative  tonnare, ​A​cquasanta, ​V​ergine ​M​aria, la ​M​arsa, lungo la suggestiva costa dell’​A​ddaura.
A condurre la narrazione: l’equipaggio Lisca bianca e gli operatori culturali di Terradamare. Appuntamento: domenica 15 ottobre alle ore 9. (il viaggio si effettuerà al raggiungimento del numero minimo di partecipanti e a condizioni meteo favorevoli).
Prenotazione obbligatoria:  3298765958 – 3207672134 – eventi@terradamare.org – www.terradamare.org/infoline
Evento facebook:  www.facebook.com/events/1977882145758205

8 ottobre: Palermo vista dal Mare con Lisca bianca. Tour dalla Cala a Mondello, a bordo della storica barca a vela

Panormos, tutto porto, sorta sui margini marini di una vasta conca. Inizieremo dalla Cala, fino al XVI secolo unico approdo alla città, un arco di mare tra il molo meridionale e il Castellamare, fondato in eà’ musulmana, di cui oggi restano poche tracce.
Dalla Cala si accedeva alla città da diverse porte, che nella loro denominazione esplicitavano il loro uso e funzione, come la Porta della Pescaria o Porta Carbone, tutte distrutte nei secoli scorsi, restando come unica porta monumentale la scenografica Porta Felice.
A settentrione, invece, si stende Mondello, dove tutt’ora si trovano torri di difesa quattrocentesche. Una campagna paludosa che nel 1891 venne bonificata, divenendo il mare dei palermitani. La sabbia cede il posto alla scogliera dell’Addaura in un paesaggio selvaggio e affascinante, dominato dalla mole di Monte pellegrino.

mondello - palermo

La Costa Nord
​Percorrendo la costa Nord dalla Cala di Palermo a Capo Gallo ci immergiamo​ nella storia delle borgate  marinare. Tre erano le borgate storiche: Acquasanta, il cui nome è legato alla presenza di una sorgente ritenuta miracolosa, Arenella e Vergine Maria, nate in funzione delle rispettive tonnare, che assieme a quelle di S. Giorgio e di Mondello costituivano il sistema delle tonnare della costa settentrionale che, fin dal XIV secolo, avevano visto lo stanziamento delle famiglie legate alla lavorazione del tonno.

L’esperienza balneare palermitana fu, agli inizi, una prerogativa dell’aristocrazia, con il bagno della regina, il luogo prediletto dalla regina Maria Carolina presso la casina fatta costruire nella Riserva Reale dell’Arenella​.
​Il lato costiero della Riserva di Capo Gallo si estende dal capo omonimo verso ovest fino a Punta Barcarello e, data la natura carsica delle rocce, il mare le ha modellate nelle forme più bizzarre, formando una serie di grotte affascinanti, come la Grotta dell’olio​. ​Il tratto di mare che unisce Capo Gallo con la vicina Isola delle Femmine è stato dichiarato riserva marina. Più precisamente l’Area naturale marina protetta Capo Gallo – Isola delle Femmine​.​

 Liscabianca é un Carol ketch di 36 piedi, versione più lunga del  Tahiti ketch, noto per le caratteristiche marine e la sicurezza.
Una vita gloriosa, una grande avventura, epica, romantica.  Porticello, aprile 1989. Lisca bianca è in partenza per il secondo giro del mondo. I coniugi Albeggiani, più che sessantenni e di ritorno da tre anni di navigazione in giro per il globo sono pronti a mollare nuovamente gli ormeggi.  Sarà un ambasciatore dei prodotti e della cultura siciliana nelle isole più lontane, il diario di bordo scritto dai coniugi Albeggiani verrà pubblicato con il titolo ‘’Le isole lontane’  e diverrà un prezioso riferimento per molti navigatori oceanici.
I due non completeranno mai il loro secondo giro del mondo perché un malore si porterà via Sergio a Las Palmas. Oggi, ad oltre trent’anni dalla prima partenza, è ben nota l’avventura dell’audace coppia, una delle rarissime e romantiche imprese marinare siciliane, così radicale da lasciare una forte impronta nell’immaginario collettivo.
Liscabianca, invece, rientrata a Palermo subì un progressivo deterioramento a causa dell’abbandono per molti anni, rischiando la demolizione. Francesco Belvisi, yacht designer, ed Elio Lo Cascio, sociologo e mediatore penale, decidono di unire la comune passione per la vela e le rispettive specifiche competenze per fondare l’associazione Lisca bianca e organizzare il recupero e la valorizzazione dell’imbarcazione e della sua storia. La famiglia Albeggiani sposa con passione il progetto e decide di cedere Lisca bianca all’omonima associazione.  
Ne seguono tre anni di lavori che tramite progetti di inclusione socio-lavorativa, coinvolgono detenuti dell’Istituto Penale per i Minorenni di Palermo, ospiti della Comunità di recupero per tossicodipendenti Sant’Onofrio di Trabia, giovani rifugiati del circuito SPRAR e lavoratori infortunati segnalati da INAIL.
Lisca Bianca torna in mare venerdì 29 luglio 2016.

“Questo è stato fin dal primo giorno un progetto di trasformazione”. Elio Lo Cascio, Presidente dell’Associazione LiscaBianca costituita nel settembre 2014 per gestire le attività legate al restauro con finalità di inclusione socio-lavorativa, è particolarmente legato a questa immagine: il cantiere, un vecchio capannone agricolo semi-abbandonato, è stato convertito in cantiere navale; il gruppo di lavoro, costituito da professionisti nel settore tecnico, sociale, della comunicazione è diventato un equipaggio multidisciplinare, coeso e deciso; il vecchio scafo martoriato dal tempo e dalla pioggia è tornato ad essere giorno dopo giorno una barca solida e forte; i giovani protagonisti dei lavori sono cresciuti da persone totalmente senza esperienza in operai capaci di affrontare la quotidianità del cantiere, in un percorso di formazione che ha abbinato i saperi tradizionali con le nuove tecnologie.

 

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