Recupero e restauro degli affreschi della Chiesa di Santa Chiara

Giovedì 5 ottobre 2017 sono iniziati i lavori per arrestare la progressione del degrado di alcune porzioni dipinte degli affreschi della Chiesa di Santa Chiara e la disgregazione dell’intonaco, in attesa di un intervento risolutivo per la salvaguardia del bene.


Come si legge dalla relazione tecnica redatta dal Dott. Mauro Sebastianelli, responsabile per la conservazione e il restauro delle opere di pertinenza dell’Arcidiocesi e delle Collezioni del Museo Diocesano di Palermo e docente di restauro presso l’Università degli Studi di Palermo:

“Si è a conoscenza che in passato l’affresco della cupola aveva già subito vistosi danneggiamenti a causa dell’umidità e di abbondanti infiltrazioni provenienti dall’esterno: in particolare l’acqua piovana trovava accesso all’interno attraverso gli infissi delle finestre del lanternino e le fessure presenti sulla struttura esterna della cupola. La conseguenza di tale fenomeno è stata la formazione di sali e di efflorescenze sulla superficie dipinta, tali da richiedere un intervento di restauro.
Contestualmente, più precisamente circa due anni fa, il parroco della chiesa ha provveduto ad investire alcune risorse per porre rimedio ai danni strutturali della cupola esterna: infatti, per sigillare le fessurazioni esistenti e impedire il verificarsi di ulteriori infiltrazioni, è stata applicata una specifica guaina all’esterno della cupola.
In considerazione che la struttura muraria risulta quindi efficacemente impermeabilizzata per merito di tale intervento, nel corso dell’ultimo anno si è sviluppato un processo del tutto naturale: la muratura ha subito una lenta e graduale asciugatura per la naturale evaporazione dell’acqua e dell’umidità accumulate all’interno.
Tuttavia il processo di ristabilimento dell’equilibrio con l’ambiente circostante da parte della struttura muraria ha avuto come effetto la migrazione in superficie nonché la fuoriuscita di sali solubili, con conseguente disgregazione dell’intonaco e di alcune porzioni dipinte.
Nello specifico si vuole qui segnalare che le aree dell’affresco coinvolte dal degrado prima descritto sono due: la prima è visibile in corrispondenza della cupola mentre la seconda riguarda uno dei quattro pennacchi raffiguranti la figura della Carità.
Seppure si tratti di porzioni limitate rispetto alle dimensioni complessive della cupola affrescata, l’attuale condizione conservativa del prezioso manufatto risulta piuttosto preoccupante, dal momento che il degrado è tuttora in atto ed in continua progressione.
La più grave ed allarmante ripercussione delle precedenti infiltrazioni è infatti il pronunciato sollevamento dell’ultimo strato di intonaco, ovvero la stesura superficiale a contatto con l’immagine dipinta. Tale distacco porta quasi quotidianamente alla caduta di frammenti della pellicola pittorica, che spesso vengono raccolti nell’area presbiteriale al di sotto della cupola”.

By |ottobre 6th, 2017|NEWS|0 Comments

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