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Torre medievale di San Nicolò. XIII sec

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:::Orari di apertura :::
tutti i martedì e sabato dalle 10:30 alle 14:30
www.facebook.com/torredisannicolo

INFOLINE: 329 8765958 › 3207672134 › www.terradamare.org/contatti

:::tickets:::  
intero € 2,50, ridotto € 1,50 | visite serali per eventi € 4

Attaccata alla chiesa di San Nicolò sorge una longilinea costruzione quadrangolare con i conci ben squadrati, si tratta della trecentesca torre civica facente parte del sistema di trasmissioni. Fatta edificare dalla universitas palermitana per difendere le mura del “Cassaro”, non faceva parte delle strutture della chiesa, ma risultava slegata ed isolata. Torre d’eccellenza, forse la più alta di Palermo, perduto il significato di difesa, a causa dell’ampliamento urbanistico della città, successivamente si volle ingentilire e perdere il suo austero aspetto. Infatti, si applicò al secondo livello, delle bifore con l’applicazione d’intarsi, esse si caratterizzano per la semplicità del disegno e le severe proporzioni e la bellezza plastica, che indicano un preciso linguaggio artistico, una sperimentazione che nelle finestre dello Steri avrà la sua compiutezza.
La costruzione della Torre deve farsi risalire alla stessa epoca della fondazione della chiesa: XIII secolo.

Poco prima del 1518, sacrificando una bifora dell’ultimo piano, di cui si era già arricchita, vi fu apposto un orologio come riferiscono i registri del Senato palermitano e costituiva uno dei tre orologi della città, insieme a quelli di Sant’Antonino Abate e di Santa Lucia al Borgo.

torre di san nicolo vista su palermo
Questi battevano la “castiddana” per annunciare agli artigiani di chiudere bottega e alla popolazione di non vagabondare più per le strade senza preventivo permesso di un magistris civico, pena il pagamento di cinque onze se intercettati dalla ronda , perché a quell’ora venivano chiuse le porte della città. La “castiddana” (castellana) constava nel rintoccare cinquantadue colpi di martello alla campana alle due di notte, corrispondenti alle due ore dopo l’Avemaria, con la quale, secondo il conteggio “all’italiana”, aveva inizio il nuovo giorno.
Oggi questo orologio non è più visibile, è stato tolto durante i restauri del XX secolo riottenendo l’antica monofora e, nemmeno la guglia della torre, eliminata in seguito ai danneggiamenti inferti dal terremoto del 1726.

La torre composta da quattro livelli è stata edificata con pietrame a grossi conci, utilizzando massi tufacei squadrati dandogli una linea rigorosa ed severa.
Il primo livello dà la possibilità di entrarvi da un pianoro, mentre il primo piano introduce alla canonica della chiesa, è formato da un modesto vano quadrato coperto da volte a crociera, da questo si diparte una scala in muratura che porta al piano successivo.
Dal secondo piano, che risulta essere quadrato come quello inferiore e coperto a crociera, si dipana una scala elicoidale del periodo medioevale che oltrepassa gli altri due piani per giungere sul tetto, dove attualmente sono presenti le campane della chiesa di San Nicolò, ancora Parrocchia del quartiere.

Sicuramente, tra gli elementi principali che caratterizzano la Torre, è il superbo paesaggio che è possibile ammirare dalla sua terrazza, da destra verso sinistra i monumenti del centro storico di Palermo: Cupola della Chiesa del Carmine Maggiore e Mercato di Ballarò, Cupola Chiesa del Gesù, cupola Chiesa di Santa Caterina D’Alessandria, cupola Chiesa di San Giuseppe dei Teatini, Castello Utvegio e monte Pellegrino, cupola Chiesa di Sant’Ignazio, Teatro Massimo, Cupola chiesa Santissimo Salvatore, cupola Chiesa di Santa Chiara, Liceo Benedetto Croce(ex Ospedale Fatebenefratelli), Palazzo Conte Federico, Palazzo Sclafani, Cattedrale, Porta Nuova, Palazzo Reale, Chiesa di San Giuseppe Cafasso, Chiesa di San Francesco Saverio.

TORRE MEDIEVALE DI SAN NICOLÒ DI BARI | via Nunzio Nasi 18 – Palermo

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torre medievale di san nicolo - palermo

Chiesa e Torre di San Nicolò di Bari all’Albergheria

La chiesa e la Torre campanaria si trovano nel quartiere Albergheria, uno dei quattro quartieri che formavano la parte della città esterna alle mura del Cassaro, il primitivo nucleo di Palermo.
Esso si estese intorno ad una strada principale longitudinale, parallela a un corso d’acqua a regime torrentizio, il fiume Kemonia o del Maltempo, oggi non più visibile e in direzione del porto; questa strada superava un grande spazio oblungo dove venne impiantato il mercato storico di Ballarò, verso cui convergevano le principali vie di attraversamento del quartiere.
Le diverse ricostruzioni della città, il sotterramento del fiume, le manipolazioni urbanistiche rendono difficile leggere l’originario contesto dei due siti monumentali, sorti in un’epoca in cui il contesto urbano era notevolmente minore rispetto a quello attuale.
Le notizie sulla fondazione della chiesa per molto tempo sono state particolarmente contraddittori, molti storici, come Fazello, l’Inveges ed altri furono d’avviso che la sua fondazione fosse databile al 1400 e si dovesse alla Regina Bianca.
Fu il Mongitore a demolire tale data, riportando alcuni documenti fondamentali.
Primo, fra tutti, nel testamento, di una certa Alemanna palermitana, moglie di Bonifacio Sperlinga, la chiesa era chiamata S. Nicolò dei Latini (DATA 13 MARZO 1295).
Altro documento, imprescindibile per desumere la data della fondazione della chiesa sono gli atti del notaio Federico di Balbi palermitano, in quest’atto Natale di Centorbi cappellano della chiesa donò una sua vigna all’ordine Teutonico e in tale atto la chiesa è denominata come “Nuova” (20 marzo 1292)
Inoltre, da uno studio di G. M. Columba del 1934, sappiamo della presenza di un cimitero di San Nicolò presente nel 1259.
Dunque, tutt’al più, essa fu ingrandita ed abbellita nel 1400 dalla Regina Bianca, moglie del Re di Sicilia, Martino e arricchita di beni, i cui redditi, probabilmente, servivano al mantenimento di due canonici del Capitolo della Cattedrale incaricati di amministrare i sacramenti alla numerosa popolazione del quartiere.
Da tutti questi documenti, quindi, possiamo desumere una data che và dal 1250 circa.
L’impianto della chiesa è basilicale, a tre navate, concluse da tre absidi semicircolari. L’intera struttura è realizzata in conci di tufo, ancora visibili nella struttura esterna, come le colonne che originariamente sostenevano la struttura.
Le colonne vennero inglobate in pilastri, nel colossale restauro del 1715, voluto dal parroco Giuseppe Tomas Castelli,che stravolse totalmente l’immagine della chiesa in “stile gotico bizantino”, come riportato da Salvatore Lanza di Trabia e il Cavalier Rosario Salvo di Pietraganili nel “Palermo e dintorni” del 1875.
Ristrutturata nel 1715 ad opera del parroco Giuseppe Tommasi Castelli e nel 1724 riaperta ai fedeli, dal 1779 al 1805 appartenne alla chiesa di Casa Professa dei PP: Gesuiti. ( in questo periodo copertura originario tetto a capriate lignee)

About the Author:

Socio responsabile degli itinerari e della promozione turistica della cooperativa Terradamare. Ha realizzato interventi funzionali allo sviluppo territoriale del centro storico palermitano. Ha svolto attività di aggregazione e di animazione di piccoli e grandi gruppi, sviluppando il confronto tra i siti monumentali del territorio palermitano e le tradizioni religiose e le differenti stratificazioni culturali.

6 Comments

  1. rosalia e paolo 4 settembre 2013 at 18:21 - Reply

    Visita molto bella e interessante!
    Dalla torre si gode di una bellissima vista di tutta la città; si possono ammirare le cupole e i palazzi principali.
    Le guide locali, molto competenti e disponibili aiutano il turista a apprezzare e conoscere meglio le bellezze di Palermo che si vedono dalla torre.
    Da non perdere!

    • Terradamare 25 novembre 2013 at 18:03 - Reply

      Grazie, Rosalia e Paolo.
      Nel nostro piccolo cerchiamo di incentivare il turismo a Palermo, mostrando angoli che non si vedono spesso: bellissimi e vere e proprie sorprese :)

  2. sonia e massimo 2 ottobre 2013 at 20:25 - Reply

    …abbiamo tenuto la visita alla torre e la veduta panoramica per l’ultimo giorno, dopo aver visitato bene Palermo…diciamo che é stato il completamento ideale del nostro viaggio!!!…la veduta é mozzafiato e i volontari che accompagnano e illustrano sono molto preparati!!! Complimenti!!!

  3. massimo e sonia 5 ottobre 2013 at 18:05 - Reply

    bellissima vista e bravissimi i due volontari che ci hanno accompagnati nella visita!!!!…abbiamo tenuto la visita del campanile per l’ultimo giorno in città…ne valeva la pena!!!

  4. TerradaMare 25 novembre 2013 at 18:08 - Reply

    @Sonia e Massimo: Cerchiamo di fornire la maggior quantità di informazioni per far conoscere questo pezzo di Palermo che promuoviamo con passione.
    Stiamo felici del vostro gradimento e di avervi lasciato un bel ricordo del nostro viaggio a Palermo! 

  5. […] Attaccata alla chiesa sorge una slanciata costruzione quadrangolare con conci ben squadrati, si tratta della trecentesca torre civica facente parte del sistema difensivo della città. Fatta edificare dalla universitas palermitana per difendere le mura del “Cassaro”, non faceva parte delle strutture della chiesa ma risultava svincolata ed isolata. “Torre d’eccellenza”, forse la più alta di Palermo, perduto il significato di difesa, se ne volle ingentilire e perdere il suo austero aspetto, applicandole al secondo livello delle bifore arricchite da una cornice d’intarsi. La torre, articolata in quattro livelli, è stata edificata con pietrame a grossi conci, utilizzando massi tufacei squadrati, che le conferiscono una linea rigorosa e severa. (www.terradamare.org/torre-di-san-nicolo) […]

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