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La chiesa Serpottiana di Ballarò apre alle visite tutti i martedì, venerdì e sabato dalle 11:30 alle 15:30, a cura della Cooperativa Terradamare

La chiesa del Carmine Maggiore, simbolo di Ballarò, apre alla fruizione turistica con Terradamare

Siamo felici di annunciare che da sabato 4 maggio 2019, la chiesa serpottiana di Ballarò apre alla fruizione turistica
L’ingresso sarà quello di piazza del Carmine, tra le bancarelle del mercato storico, divenuto negli ultimi anni simbolo di rinascita multiculturale e sociale, meta turistica in crescente aumento.
La gestione delle visite, curata da Terradamare, è stata presentata oggi. Intervenuti: Padre Pietro Leta, Rettore del Carmine Maggiore, Marco Sorrentino, presidente della Cooperativa Terradamare; Padre Giuseppe Bucaro, Direttore dei Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Palermo; Massimo Castiglia, presidente della prima circoscrizione, Giacomo Terranova, presidente dell’associazione Mercato Storico di Ballarò e Rosalia Ceruso (Storica dell’arte Terradamare).
Orari di apertura; tutti i martedì, venerdì e sabato dalle 11:30 alle 15:50, ticket € 2,50

La decisione di rendere la chiesa accessibile alle visite nasce per volontà del rettore e della cooperativa, a seguito del grande interesse da parte dei visitatori, ad accedere al monumento in orario dedicati.
Nell’occasione, in anteprima, è stata presentata la primitiva “Cappella della Pietà”, risalente all’XI secolo, e facente parte del primo corpo di fabbrica della chiesa carmelitana che sarà possibile ammirare durante le nuove visite, in attesa di un prossimo restauro.
La chiesa permette di narrare diversi aspetti: dalla presenza dei carmelitani a Palermo, alla devozione verso la Madonna del Carmelo, fino alle evidenze artistiche, tra le più importanti in città e le sfumature antropologiche connesse con il quartiere e lo storico Mercato.
La chiesa, più volte riformulata, dal XII secolo in poi, svela la teatralità delle colonne del Serpotta, l’eleganza e l’armonia delle opere del Gagini e la dolcezza delle fisionomie realizzate dal Novelli. Opera nell’opera è la cupola del 1680, curata in ogni suo elemento decorativo e simbolo essa stessa del quartiere, il suo impatto, tra i vicoli di Ballarò ci narra la forte connessione tra i telamoni e le maioliche e la Palermo.
A pochi giorni dalla notizia dell’approvazione del progetto del mercato coperto di novecentesca memoria, il prolungamento delle aperture del Carmine si inserisce nella grande riqualificazione dell’albergheria, ponendosi geograficamente e comunitariamente nel cuore del processo.

“La chiesa del Carmine maggiore riapre i suoi tesori: la prima chiesa, la cappella del 1100, e la reliquia della sacra Spina della corona di Gesù”, Padre Pietro Leta, Rettore del Carmine Maggiore

“Da diversi anni Terradamare ha realizzato delle aperture serali della chiesa, fruizione, che attraverso un orario differente dalle aperture diurne dei siti monumentali, incitava gli stessi cittadini a riscoprire un gioiello di Palermo. Attraverso questi suggestivi momenti, si è iniziato un percorso di restituzione monumentale del sito, per, poi, oggi, giungere alla sua apertura quotidiana.
Un’ulteriore novità, al di là della consueta programmazione culturale nel valorizzare tutte le sfaccettature del sito, sarà l’utilizzo dell’ingresso su piazza del Carmine, tra le bancarelle del mercato storico e accesso eccezionale nella chiesa. La chiesa, simbolo quartiere, con la sua scenografica cupola permette di narrare la storia dei carmelitani, la devozione religiosa e la forte connessione antropologica con Ballarò”, Rosalia Ceruso, Cooperativa Terradamare

“L’iniziativa di Terradamare, di apertura turistica del Carmine Maggiore, in collaborazione con l’ordine dei Carmelitani è determinante, perchè riguarda una città che grazie al turismo sta avendo degli incentivi molto importanti e riconnette e fa conoscere alcuni dei beni storici più importanti ai palermitani e lo fa a partire da un dialogo forte con il territorio dove sono inseriti.
Il lavoro della Cooperativa va ben oltre la fruizione turistica: permette ai palermitani e ai turisti di scoprire la storia artistica della nostra città in sinergia e in simbiosi con lo sviluppo e il rilancio del Mercato Storico di Ballarò, in cui si è impegnata in prima linea in tutti questi anni. E’ la migliore risposta a una possibile “turistificazione” della città, che, realtà come questa, in perfetta simbiosi con la comunità, prevengono”, Massimo Castiglia, presidente della prima circoscrizione di Palermo