Chiesa di San Giuseppe dei Teatini

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Trentaquattro maestose colonne in marmo di Billiemi, opere di Gagini, Novelli, Marabitti e Borremans. Nel cuore dei Quattro Canti di Palermo si trova uno degli esempi più singolari dell’opulenza del barocco siciliano: la Chiesa di San GIuseppe dei Teatini

di Gloria Bontempo

In fondo all’articolo: la galleria di immagini della chiesa di San Giuseppe dei Teatini di Vincenzo Russochiesa san giuseppe dei teatini - palermo - foto vincenzo russo terradamare.jpg

Nel cuore della crux viarum, i Quattro Canti, in corrispondenza del canto meridionale, sorge la chiesa di San Giuseppe dei Teatini, edificata nel XVII secolo dall’architetto ligure Giacomo Besio; costituisce uno degli esempi più singolari e monumentali del barocco palermitano.
La chiesa attuale è il risultato di una progressiva elaborazione di quelle che sono almeno tre soluzioni progettuali formulate nella prima metà del XVII secolo. Besio concepì uno spazio integralmente colonnare, con impianto basilicale a tre navate, dove su quelle laterali vi è una sequenza di cappelle decorate in marmo e ricoperte in stucco che danno l’impressione che vi siano dei baldacchini. Ma ciò che dà una dimensione epica alla fabbrica sono le 34 colonne, in particolar modo le 4 che reggono la cupola alte ben 11 metri, che superano le dimensioni standard grazie all’impiego del Billiemi, materiale lapideo di produzione locale.

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chiesa san giuseppe dei teatini - palermo - foto vincenzo russo terradamare

I due ingressi

Vi si accede mediante due ingressi: quello principale da Corso Vittorio Emanuele, il cui portale è incastonato da due coppie di colonne in marmo in prospettiva convessa che sormontano un architrave, dove vi è collocata una statua della prima metà del XVIII secolo raffigurante San Giuseppe ad opera di Baldassarre Pampillonia, mentre l’altro ingresso è quello di via Maqueda, che affaccia su Piazza Pretoria. Qui vi si osservino dei finestroni in basso che servono ad illuminare la cripta seminterrata, oggi chiesa ipogea dedicata a Santa Maria della Provvidenza, dove sotto l’altare intorno al 1660 venne rinvenuta una fonte d’acqua ritenuta miracolosa, lo stesso Mongitore, famoso storico del tempo, ci riferisce di questa pratica nei suoi scritti. Oggi non è più possibile accedervi, ma si può ammirare il paliotto d’argento, cesellato dagli argentieri palermitani Pasquale Cipolla e Giuseppe Ruvolo, collocato dinnanzi all’altare maggiore della chiesa superiore.

chiesa san giuseppe dei teatini - palermo - foto vincenzo russo terradamare.jpg

All’interno sono custodite opere di alto valore artistico, quali “La Madonna di Trapani” di Antonello Gagini del XVI secolo, posta nella quinta campata della navata di destra, un Crocifisso del XVII secolo attribuito a Fra’ Umile da Petralia, lungo l’absidiola di destra del transetto , o ancora la tela “San Gaetano assunto in cielo” di Pietro Novelli, famoso pittore monrealese del XVII secolo; poste all’ingresso settentrionale nella parete della controfacciata le due Acquasantiere sorrette da angeli ad opera di Ignazio Mirabitti, a sinistra, e Federico Siracusa, suo all’allievo, a destra. Ulteriore magnificenza è data dall’impianto iconografico che si rifà ai Dottori della Chiesa, per quanto riguarda le vele del coro, ad opera di Antonio Manno, ancora all’Ordine Teatino di Filippo Tancredi, autore anche degli stucchi e pitture che rivestono il presbiterio, e gli affreschi del pittore olandese Gugliemo Borremans del 1724 che raffigurano la caduta degli angeli ribelli nella cupola. Una fitta trama di stucchi policromi, pregevoli statue e affreschi rivestono tutto l’apparato interno della fabbrica mostrando così l’opulenza del barocco siciliano.

chiesa san giuseppe dei teatini - palermo - foto vincenzo russo terradamare

chiesa san giuseppe dei teatini - palermo - foto vincenzo russo terradamare.jpg

Interessante è il monumentale organo a tre tastiere nella parte della cantoria.
Altre parti della struttura hanno avuto un ruolo storico significativo: la grande cupola rivestita in maioliche realizzata su disegno di Giuseppe Mariani , che si ispirò al modello di Sant’Andrea della Valle a Roma, nel 1724 e il campanile, con sviluppo ottagonale incompleto caratterizzato da colonne tortili in pietra viva, arricchita da fregi, conchiglie e putti.
La Chiesa di San Giuseppe dei Teatini fu una delle tante fabbriche palermitane colpite dai bombardamenti del 1943, oggi, nonostante i restauri, ne porta ancora i segni, come è possibile vedere nelle alte colonne che sorreggono la cupola dove sono presenti delle scheggiature.

Galleria di immagini di San Giuseppe dei Teatini. Foto di Vincenzo Russo

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