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Un coloratissimo corridoio di bancarelle stracolme di mercanzie provenienti da tutto il mondo, monumenti serpottiani, abbannìate, l’originale street food e la street art, simbolo del modello di partecipazione sociale che ha generato in questi anni la sua comunità. È il millenario mercato storico di Ballarò

di Francesca Incao (guida turistica)

Palermo - itinerario Ballarò e i suoi mestieri - Tour e degustazioni

All’interno del Mandamento Palazzo Reale o Albergheria, delimitato da Corso Tukory da una parte e via Maqueda dall’altra, si trovano bancarelle stracolme di mercanzie, aromi speziati, profumi e colori di frutta e verdura disposta in modo scenografico, si sente l’abbanniata, il richiamo dei venditori per attirare i potenziali acquirenti. No, non siamo in un souk dell’Africa ma a Palermo, a Ballarò, che risente del retaggio culturale della presenza araba.

Gli Arabi occuparono la Sicilia nell’anno 827 d.C. e rendono islamica l’isola dividendola in tre Valli: Val Demone, Val di Noto e Val di Mazara. Occuparono Palermo nell’anno 831 d.C. chiamandola Balarm e facendone la capitale dell’Emirato arabo.

Ballarò è il mercato più vivace, dinamico e lungo della città, il cui nome con molta probabilità deriva da Balhara, un villaggio islamico nei pressi di Monreale, in cui abitavano i venditori e che quotidianamente “scendevano” a Balarm per vendere le loro merci al Ballarò.
È un mercato di grascia, il cui significato è mutato nel tempo, se attualmente secondo una traduzione dal siciliano all’italiano significa sporcizia, prima la grascia era il cibo, gli alimenti. Qui non troviamo solo merci locali, ma in un contesto internazionale, è facile trovare ortaggi come yam e topinambur.

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cannoli - street food palermo- bancarelle ballaro - ph vincenzo russo terradamare

Il cibo di strada e della tradizione

È bello andare al mercato perché ancora si vedono i dolciumi che le nostre nonne ci davano come merenda: la cubbàita, ossia il torrone di mandorle, i cannellini, le caramelle colorate bianche, rosa e blu con la cannella dentro, le caramelle Terranova alla carruba (prodotte nella storica fabbrica di caramelle Carruba che si trova proprio nel cuore del mercato), il gelato di campagna, cioè pezzo di zucchero e mandorle ai tre colori; si vedono le preparazioni culinarie nei banchetti di piccoli ristoranti, per esempio le melanzane alla tunisina, melanzane panate e fritte a cui aggiungere a crudo la cannella sopra.
Se nel passato, di sera la zona del mercato “moriva” adesso Piazza Ballarò rifulge di luce propria, diventando il luogo di vita notturna giovanile in cui è facile trovare ragazzi che si riuniscono sorseggiando una birra Forst accompagnata, magari, da pani ca meusa schetto o maritato, o raggiungono giovani locali come Moltivolti, Arci Porco Rosso, Ballarak e Santamarina Bistrot, o turisti e cittadini che partecipano alle periodiche aperture serali dei monumenti organizzate dalla Cooperativa Terradamare.

La street art

Questa zona della città si presta anche ad essere abbellita da street art, tanti street artists negli ultimi anni hanno accolto l’invito a poter dare il loro contributo artistico e sociale, un esempio esplicativo a inizio mercato è: “Si vucìa, s’abbannìa, Ballarò è magia” dell’artista Tutto e Niente, nella piazzetta riqualificata e denominata Ecce Homo, le cinque grandi pitture dei progetti Cartoline da Ballarò e i murales Ballarò Tale

Palermo - ballaro e i suoi mestieri - tour e degustazione

I monumenti

Di notevole interesse dal punto di vista architettonico all’interno del colorato corridoio di bancarelle del mercato: la chiesa del Carmine Maggiore, la cui cupola maiolicata con maggiore presenza di blu, sembra un tutt’uno con l’azzurro del cielo di Palermo; l’oratorio del Carminello, piccolo gioiello serpottiano; la Torre di San Nicolò, torre civica quadrangolare con meravigliose bifore addossata alla Chiesa di San Nicolò, risalente al XIII secolo dalla cui terrazza si può ammirare un magnifico panorama a 360° sul centro storico di Palermo e, poco distante, il Complesso Monumentale di Santa Chiara con annessi oratorio e casa d’accoglienza, simbolo della multiculturalità e accoglienza del quartiere.

Chiesa del Carmine Maggiore - Ballarò - Palermo