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Un grande labirinto sotto la città, fatto di decine di chilometri di gallerie, dal Papireto fino a Ciaculli. Sono le Muchate Arabe: le antiche cave di Palermo

muchate - Escursione nel sottosuolo di Palermo-cave sotterranee-foto vincenzo russo terradamare

Muchate di via Sampolo – foto Vincenzo Russo

Le più antiche cave palermitane risalgono a 2500 anni, quando i Fenici cominciarono a sfruttare le bancate calcarenitiche sviluppando la Paleopoli. Probabilmente per costruire le stesse mura della città furono aperte le più antiche cave di Palermo, le fosse Garofala e Danisinni.
Con l’arrivo degli Arabi, fino ai Normanni, la rapida espansione urbana della città richiese una grande quantità di materiale per le costruzioni, e il bisogno di aprire nuove cave, scavate nella calcarenite, utilizzata per l’edilizia di palazzi, chiese e case comuni. 
Nacquero così le Muchate, una rete di gallerie sotterranee, che nonostante il maggior costo economico e di fatica umana, consentiva di rendere al minimo il disturbo all’ambiente, senza danneggiare i terreni coltivati.

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muchate - Escursione nel sottosuolo di Palermo-cave sotterranee-foto vincenzo russo terradamare

Muchate di via Ammiraglio Rizzo – foto Vincenzo Russo

Le prime cave erano ubicate dentro la città, con il passare dei secoli, si spostarono il nord, Monte Pellegrino,  e verso sud, dal Trans-Kemonia (Albergheria) al rione Oreto, dove tutt’ora si trovano sbocchi delle gallerie.

Nell’alto medioevo, le Muchate, insieme alle fornaci e agli stazzoni, erano elementi comuni nel paesaggio suburbano di Palermo. Esistono numerosi documenti dal XIII al XV secolo che fanno riferimento alle Muchate, altrimenti dette pirrere, mentre perraroter (pirriatori in dialetto) erano i cavatori che estraevano il materiale tagliato in conci.

Un vero e proprio viaggio al centro della terra Palermitana. Un grande labirinto sotto la città, fatto di decine di chilometri di gallerie: dal Papireto fino a Ciaculli.
Nel corso del tempo, alcune Muchate sono state riutilizzate. Durante la seconda guerra mondiale, sono state utilizzate come rifugi antiaerei,  le muchate della Balata, della Castellana, delle Croci, di Villa Sperlinga, del Ciardone, di piazza A. Gentili. In alcune – come la Muchata di via Ammiraglio Rizzo, grazie alle condizioni ambientali favorevoli, sono state impiantate delle fungaie

fonti:
Palermo medievale: testi dell’VIII Colloquio Medievale Palermo 26-27 aprile 1989 a cura di Cataldo Roccaro (Officina di Studi Medievali)
Le Muchate di Palermo di Pietro Todaro (3rd International Symposium on Underground Quarries)