/Pranzo offerto dalla parrocchia di San Nicolò
appuntamento: salone teatro della parrocchia di San Nicolò
via Nunzio Nasi, 18
Orario: 12:00
informazioni: info@terradamare.org
evento facebook: www.facebook.com/events/1392532367713038


Sabato 5 dicembre 2015 alle ore 12 presso il salone teatro della parrocchia di San Nicolò, avrà inizio con un pranzo offerto dalla parrocchia di San Nicolò, il cartellone di eventi della seconda edizione di Ballarò Espò, manifestazione voluta proprio da Don Francesco Furnari per mettere in mostra le risorse produttive dell’Albergheria.
All’interno del salone teatro della parrocchia avrà luogo un pranzo offerto a tutti i partecipanti, dono del pane di San Nicolò, regali e animazioni per i bimbi del quartiere.

iconografia-di-san-nicola

Particolare dell’altare in marmo della chiesa di San Nicolò di Bari all’Albergheria, sopra il quale è presente il quadro che rappresenta il Santo durante il suo primo miracolo.

 


I panini benedetti di San Nicola
Origine: I “panini benedetti” sono un segno particolare della devozione a San Nicola, legati ad un episodio della sua vita. San Nicola (da Tolentino), gravemente malato, ottenne la grazia della guarigione per intervento della Vergine Maria, che, apparsa in visione, gli aveva assicurato: «Chiedi in carità, in nome di mio Figlio, un pane. Quando lo avrai ricevuto, tu lo mangerai dopo averlo intinto nell’acqua, e grazie alla mia intercessione riacquisterai la salute». Il santo non esitò a mangiare il pane ricevuto in carità da una donna di Tolentino, riacquistando così la salute.
Da quel giorno san Nicola prese a distribuire il pane benedetto ai malati che visitava, esortandoli a confidare nella protezione della Vergine Maria per ottenere la guarigione dalla malattia e la liberazione dal peccato.

Iconografia di san nicola
Il suo emblema è il bastone pastorale (simbolo del vescovato) e tre sacchetti di monete,  queste in relazione alla  leggenda della dote concessa alle tre fanciulle, il cappello sta per il vescovato.
Questa la leggenda delle tre fanciulle: si narra che Nicola, venuto a conoscenza di un ricco uomo decaduto che voleva avviare le sue tre figlie alla prostituzione perché non poteva farle maritare decorosamente, abbia preso una buona quantità di denaro, lo abbia avvolto in un panno e, di notte, l’abbia gettato nella casa dell’uomo in tre notti consecutive, in modo che le tre figlie avessero
la dote per il matrimonio. Anche per questo episodio, è venerato come protettore dei bambini e dei fanciulli.

La storia del Santo
San Nicola di Bari, noto anche come san Nicola di Myra, san Nicola dei Lorenesi, san Nicola Magno, san Niccolò e san Nicolò (Patara di Licia, 270 circa – Myra, 6 dicembre 343), è venerato come santo dalla Chiesa cattolica, dalla Chiesa ortodossa e da diverse altre confessioni cristiane, fu vescovo di Myra (oggi Demre), una città situata in Licia, una provincia dell’Impero bizantino, che si trova nell’attuale Turchia. È noto anche al di fuori del mondo cristiano perché la sua figura ha dato origine al mito di Santa Claus (o Klaus), conosciuto in Italia come Babbo Natale.
Le sue reliquie sono conservate a Bari, Venezia, Saint-Nicolas-de-Port e Bucarest  ed anche in Bulgaria, nella chiesa della città di Cernomoretz (Черноморец).

Etimologia
Deriva dal greco Nikòlaos e significa ‘vincitore del popolo’. Si usano anche le seguenti varianti: Nicolino, Nicol, Niccolò.

E’ patrono degli avvocati, dei bambini, dei droghieri, dei marinai, dei profumieri, dei prigionieri, degli scaricatori, degli studenti, della Russia ortodossa, della Grecia, di Berlino, di Arcola, di Arcidosso, di Arena, di Bari e di Vernante.

Biografia
Nacque probabilmente a Pàtara di Licia, tra il 261 ed il 280, da Epifanio e Giovanna che erano cristiani e benestanti. Cresciuto in un ambiente di fede cristiana, perse prematuramente i genitori a causa della peste. Divenne così erede di un ricco patrimonio. In seguito lasciò la sua città natale e si trasferì a Myra dove venne ordinato sacerdote. Alla morte del vescovo metropolita di Myra, venne acclamato dal popolo come nuovo vescovo. Imprigionato ed esiliato nel 305 durante le persecuzioni emanate da Diocleziano, fu poi liberato da Costantino nel 313 e riprese l’attività apostolica.
Non è certo che sia stato uno dei 318 partecipanti al Concilio di Nicea del 325: secondo la tradizione, comunque, durante il concilio avrebbe condannato duramente l’Arianesimo, difendendo la fede cattolica, e in un momento d’impeto avrebbe preso a schiaffi Ario. Gli scritti di Andrea di Creta e di Giovanni Damasceno confermerebbero la sua fede radicata nei principi dell’ortodossia cattolica.
Ottenne dei rifornimenti durante una carestia a Myra e la riduzione delle imposte dall’Imperatore.
Morì a Myra il 6 dicembre, presumibilmente dell’anno 343, forse nel monastero di Sion.

Culto
Il culto si diffuse dapprima in Asia Minore (nel VI secolo 25 chiese a Costantinopoli erano a lui dedicate), con pellegrinaggi alla sua tomba, posta fuori dell’abitato di Myra. Numerosi scritti in greco ed in latino ne fecero progressivamente diffondere la venerazione verso il mondo bizantino-slavo e in Occidente, a partire da Roma e dal Meridione d’Italia, allora soggetto a Bisanzio.
San Nicola è così diventato già nel Medioevo uno dei santi più popolari del Cristianesimo e protagonista di molte leggende riguardanti miracoli a favore di poveri e defraudati. Si narra che Nicola, venuto a conoscenza di un ricco uomo decaduto che voleva avviare le sue tre figlie alla prostituzione perché non poteva farle maritare decorosamente, abbia preso una buona quantità di denaro, lo abbia avvolto in un panno e, di notte, l’abbia gettato nella casa dell’uomo in tre notti consecutive, in modo che le tre figlie avessero la dote per il matrimonio. Anche per questo episodio, è venerato come protettore dei bambini e dei fanciulli.
È il patrono di Lungro capitale degli Arbereshe continentali, sede dell’Eparchia di Rito greco-bizantino.
Le sue spoglie furono conservate nella cattedrale di Myra fino al 1087.
Viene festeggiato il 6 dicembre e il 9 maggio.

Miracolo
Il quadro presente presso la Parrocchia di San Nicolò di Bari all’Albergheria rappresenta il miracolo che viene attribuito a San Nicola ancora in vita, resusciterà tre bambini . Il fatto sarebbe accaduto mentre Nicola si recava al concilio di Nicea.
Fermatosi ad un’osteria, gli fu presentata una pietanza a base di  pesce, almeno a quanto diceva l’oste. Nicola, divinamente ispirato, si  accorse che si trattava invece di carne umana. Chiamato l’oste, espresse il desiderio di vedere come era conservato quel “pesce”. L’oste lo  accompagnò presso due botticelle piene della carne salata di tre bambini da lui uccisi.
Nicola si fermò in preghiera ed ecco che le carni si  ricomposero e i bambini saltarono allegramente fuori dalle botti. La  preghiera di Nicola spinse l’oste alla conversione, anche se in un primo
momento questi aveva cercato di nascondere il suo misfatto.

Testi tratti da Wikipedia