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Nel cuore del Cassaro Alto, sotto l’atrio della Biblioteca Regionale Bombace esiste un Rifugio Antiaereo della Seconda Guerra Mondiale che era destinato a proteggere la gente dai bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale.

di Wil Rothier

Il Rifugio Antiaereo sotto la Biblioteca Centrale della Regione Siciliana Alberto Bombace foto Marco Coico- terradamare (1)

Negli anni 30, l’Italia si prepara alla guerra. In seguito alla partecipazione alla guerra civile spagnola e all’utilizzo massiccio dell’arma aerea sulle città, il governo italiano prepara un sistema di protezione per la popolazione creando strutture ipogee in teoria abbastanza profonde per non essere colpite dalle bombe.

I rifugi si dividono in due categorie: rifugi pubblici e rifugi privati. I primi erano rifugi creati dallo Stato sotto le piazze, come per esempio il Rifugio sotto Piazza Pretoria o sotto Piazza Sett’Angeli ma anche sotto gli edifici pubblici. I rifugi privati erano semplicemente ambienti sotterranei adattati per ospitare la gente durante i bombardamenti. Erano spesso semplici cantine, grotte o pozzi.

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Il Rifugio Antiaereo sotto la Biblioteca Centrale della Regione Siciliana Alberto Bombace foto Marco Coico- terradamare (1)

Il rifugio della biblioteca appartiene alla prima categoria in quanto la biblioteca condivide il suo atrio con un liceo. Infatti le scritte presenti al suo interno sono diverse di quelle presente in un rifugio aperto a tutti. Non troviamo le solite indicazioni “Vietato Fumare” ma delle scritte blu ben particolari e tutte diverse tra di loro che indicano le varie sezioni della scuola affinché in caso di allerta bombardamenti gli alunni si radunino secondo le proprie sezioni per essere meglio controllati dai loro insegnanti.

Questo rifugio è rimasto tale e quale com’è stato lasciato all’epoca perché è sopravvissuto ai bombardamenti benché sarebbe stato poco utile in caso di colpo diretto come è successo a due passi nel rifugio di Piazza Sett’Angeli. Ritroviamo ancora oggi le panche di cemento, i due bagni, tracce di un sommario sistema di illuminazione e di ventilazione.

Palermo ha subito 70 missioni di bombardamenti raggiungendo il suo culmine il 9 maggio 1943 quando si scatena sul centro storico l’inferno con il primo bombardamento a tappeto sull’Italia.

Oggi, visitare in un rifugio antiaereo è un tuffo nella storia dei nostri genitori o dei nostri nonni che hanno vissuto quei momenti terribili successi appena 75 anni fa. Le visite al rifugio antiaereo permettono di raccontare e di tramandare la memoria e di servire da monito per le nuove generazioni.