7 APRILE: Tour ‘Nel ventre di Palermo. Il mito dei Beati Paoli’. 

Tour ‘Nel ventre di Palermo. Il mito dei Beati Paoli’. 
Nei luoghi sotterranei narrati nel celebre romanzo di Luigi Natoli:
dal “vicolo degli Orfani”, fino a uno dei leggendari accessi usati dalla setta

Punto di raduno: Piazza Verdi
Percorso: Porta Carini, Mercato storico del Capo, Piazza Beati Paoli, Chiesa di Santa Maruzza (esterno),
vicolo degli Orfani, Catacombe di Porta d’Ossuna, Chiesa di San Matteo (corso Vittorio Emanuele)
Domenica 7 aprile ore 10 – Costo € 16 – Durata: 3 ore
Prenotazione obbligatoria: 329.8765958 – 320.7672134 – eventi@terradamare.org

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tour - nel ventre di palermo - il mito dei beati paoli - foto ArcheofficineLa città narrata da Luigi Natoli è piena di bellezza e fascino, tra i vicoli e le chiese si nasconde un’altra storia, quella celebre dei Beati Paoli, setta legata alla devozione di San Paolo.
Essi, come dice il Natoli stesso, ” insorgevano per difendere, proteggere i deboli, impedire le ingiustizie e e le violenze: erano uno Stato dentro lo Stato, formidabile perché occulto, terribile perché giudicava senza appello, puniva senza pietà, colpiva senza fallire”.
Le vicende del romanzo si collocano nella Palermo della fine del 1600 e la sua potenza sta proprio nel ridisegnare una topografia della città, che si espande, soprattutto, per il quartiere del Capo.

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La nostra passeggiata inizierà da una delle porte monumentali della città, Porta Carini, ingresso dello storico mercato, per condurci verso la sede del Tribunale degli incappucciati.
La Chiesa di Santa Maria del Gesù (Santa Maruzza o “dei canceddi”) così chiamata perché sede della confraternita dei portatori di basto che utilizzavano, per i trasporti delle merci, grosse ceste dette “canceddi”, si trova sulla piazza dei Beati Paoli. Secondo la tradizione orale e letteraria, lateralmente alla chiesa, in Vicolo degli Orfani, vi era l’accesso alle camere sotterranee utilizzate dai Beati Paoli.
L’antico passaggio del Papireto e le colorate vie della città ci condurranno alle Catacombe di Porta D’Ossuna, testimonianza del primo cristianesimo in Sicilia, colme di fascino, hanno resistito alle tantissime trasformazioni di Palermo, facendosi riscoprire di recente. Un tesoro sotterraneo di immenso valore, che conduceva gli incappucciati a riunirsi tra i muri dell’antica necropoli
Ultima tappa sarà la Chiesa di San Matteo, la cui forza plastica della facciata anticipa la bellezza dell’interno. Essa conserva, infatti, opere notevoli dei Pietro Novelli e di Vito D’Anna.
Inoltre, fra gli armadi lignei della Sacrestia, un genuflessorio maschera una porta che nasconde il leggendario accesso dei Beati Paoli descritto da Luigi Natoli, in cui Don Girolamo, importante membro della setta segreta, così come il sacrestano della chiesa, assumendo un’espressione di umiltà e compunzione, organizzava le riunioni. 

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